Studi professionali e sanitari
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Comunicazione e regole deontologiche: cosa può scrivere uno studio

Scheda rapidabase
Cosa ottieni
una griglia per rileggere i testi dello studio con i principi deontologici della tua professione, prima di pubblicarli
Per chi
entrambi i percorsi
Tempo
2 ore per rileggere le pagine principali
Aggiornato il
2 ottobre 2026. Questo articolo non è una consulenza legale: le regole cambiano e vanno verificate con il proprio ordine

In breve

Gli studi professionali possono comunicare la propria attività, ma entro regole precise: in generale le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non ingannevoli, e per le professioni sanitarie la legge esclude gli elementi promozionali o suggestivi. Questi principi coincidono in gran parte con ciò che rende un testo citabile da un assistente AI: fatti verificabili, nessuna promessa, nessun superlativo. Qui trovi i riferimenti principali in forma generale e una griglia di controllo. Prima di pubblicare, confrontati con il tuo ordine professionale.

I riferimenti principali per professione

Ogni professione ha un codice deontologico proprio, e alcune hanno norme di legge specifiche. La tabella indica i riferimenti più citati, da leggere nella versione vigente sul sito dell'ordine o del consiglio nazionale.

AmbitoRiferimentoPrincipi richiamati, in sintesi
Professioni regolamentate in generaleD.P.R. 137/2012, art. 4, sulla pubblicità informativaPubblicità consentita con ogni mezzo, se veritiera, corretta, non equivoca, ingannevole o denigratoria, e rispettosa del segreto professionale
Professioni sanitarieLegge 145/2018, art. 1, comma 525, sulle comunicazioni informative sanitarieSolo informazioni funzionali alla correttezza dell'informazione, senza elementi promozionali o suggestivi, a tutela della libera scelta del paziente
Medici e odontoiatriCodice di deontologia medica FNOMCeO, articoli su informazione e pubblicità sanitariaInformazione sanitaria prudente, trasparente, veritiera, non ingannevole e non comparativa
AvvocatiCodice deontologico forense CNF, in particolare le norme sull'informazione sull'attività professionale (artt. 17 e 35)Informazione trasparente, veritiera, corretta, non comparativa, non suggestiva, senza indicare i nomi dei clienti
CommercialistiCodice deontologico CNDCEC, norme sulla pubblicità informativaInformazione corretta e veritiera, rispetto del decoro e della riservatezza

Per le professioni sanitarie, molti ordini provinciali pubblicano linee guida o regolamenti sull'informazione sanitaria e valutano i messaggi su richiesta. È lo strumento più sicuro per un dubbio concreto.

Cosa in genere si può scrivere

Le informazioni oggettive sull'attività sono quelle che i codici considerano legittime, e sono anche le più utili per la GEO. Sono, in genere:

  • titoli, iscrizioni all'albo, specializzazioni e formazione, con le denominazioni ufficiali (Credenziali verificabili: albi, titoli e profili professionali collegati);
  • prestazioni e aree di attività, descritte in modo informativo;
  • sede, orari, modalità di contatto e di prenotazione, accessibilità dello studio;
  • struttura dello studio: professionisti, attrezzature e tecniche, descritte senza enfasi;
  • informazioni sui compensi, dove la professione lo consente e nelle forme previste;
  • contenuti informativi firmati, con fonti e date (Contenuti informativi firmati e revisionati).

Cosa evitare nei testi dello studio

Le espressioni a rischio sono quasi sempre le stesse e si riconoscono rileggendo il testo con una griglia. Anche dove non c'è un divieto esplicito, sono formule che un sistema AI non può verificare e che non riprende.

Da evitareEsempioAlternativa informativa
Superlativi e primati“Il miglior dentista di Trento”“Odontoiatra a Trento, si occupa di conservativa ed endodonzia dal [anno]”
Promesse di risultato“Sorriso perfetto garantito”, “causa vinta”Descrizione della prestazione, delle fasi e dei limiti
Confronti con colleghi“Prezzi più bassi degli altri studi”Informazioni sui compensi nelle forme consentite
Leve emotive o d'urgenza“Solo questo mese”, “non aspettare”Orari, disponibilità, modalità di prenotazione
Immagini prima e dopo, testimonianzeFoto di pazienti, racconti di clientiDa valutare con l'ordine e con il consenso scritto

Recensioni e testimonianze: le cautele

Le recensioni sono una fonte che gli assistenti AI leggono (Recensioni: quantità, freschezza e contenuto), ma per uno studio hanno vincoli che altri settori non hanno. Le cautele principali sono quattro.

  1. Rispondere senza rivelare nulla. Nella risposta a una recensione non confermare che la persona è un paziente o un cliente e non citare prestazioni, diagnosi o dettagli della pratica. Il segreto professionale vale anche online.
  2. Dati sanitari. Una testimonianza che parla di una cura contiene dati relativi alla salute, che il GDPR (art. 9) tutela in modo rafforzato. Pubblicarla sul sito richiede un consenso specifico e una valutazione deontologica.
  3. Niente recensioni sollecitate in cambio di vantaggi e niente recensioni scritte dallo studio. La normativa sulle pratiche commerciali scorrette riguarda anche le recensioni false o pilotate.
  4. Recensioni ripubblicate sul sito. Se le riporti, indica la fonte e non selezionare solo quelle positive senza dirlo: le regole a tutela dei consumatori chiedono trasparenza su come le recensioni vengono raccolte e verificate.

Per gli avvocati, il codice deontologico forense vieta di indicare i nomi dei clienti anche con il loro consenso: un caso studio va scritto senza elementi che permettano di identificarli.

Perché comunicazione corretta e GEO vanno nella stessa direzione

Gli assistenti AI riprendono fatti, non aggettivi. Nei panel di domande che seguo osservo che le descrizioni di uno studio riportate nelle risposte sono quasi sempre costruite su elementi oggettivi: specializzazione, città, anni di attività, aree di intervento. Le formule promozionali non compaiono. È un'osservazione personale: non ho prove che un testo promozionale venga penalizzato. Un testo informativo offre però più materiale verificabile da citare.

Domande frequenti

Uno studio medico può fare pubblicità su Google o sui social?

La pubblicità informativa delle professioni sanitarie è ammessa con qualsiasi mezzo, nei limiti dei principi del codice deontologico e della normativa sulle comunicazioni informative sanitarie, che esclude elementi promozionali o suggestivi. Le regole si applicano al contenuto del messaggio, qualunque sia il canale. Prima di avviare una campagna, fai valutare i testi al tuo ordine provinciale.

Posso pubblicare le recensioni di Google sul sito dello studio?

Puoi riportarle con prudenza: indica la fonte, evita di selezionarle senza dichiararlo e controlla che non contengano dati sanitari o dettagli che identifichino una pratica. Per le professioni sanitarie, una recensione che descrive una cura ha la natura di una testimonianza e va valutata anche sul piano deontologico. Nel dubbio, collega la scheda Google invece di copiare i testi.

Chi controlla che i testi del sito rispettino le regole?

Il controllo disciplinare sul rispetto del codice deontologico spetta all'ordine professionale. Per le professioni sanitarie, la legge 145/2018 prevede che in caso di violazione gli ordini procedano in via disciplinare. Chi scrive i testi, consulente o agenzia, deve conoscere i principi, ma la responsabilità del messaggio resta del professionista.

Rileggo le pagine del tuo studio con la griglia di questo articolo e ti segnalo cosa riscrivere in chiave informativa, da confrontare poi con il tuo ordine.

AG
Autore: . Questo articolo offre principi generali e non sostituisce il parere del proprio ordine o di un legale. Aggiornato il: 2 ottobre 2026. Articolo successivo: Caso studio di uno studio professionale (Caso studio: uno studio professionale). · Registro modifiche