Tappa 3 · Articolo 3.71–2 giornateDifficoltà tecnica

Un’azienda, tre lingue: l’entità in italiano, tedesco e inglese

Scheda rapidatecnica
Cosa ottieni
un’unica identità riconoscibile anche nei mercati di lingua tedesca e inglese
Per chi
aziende che esportano o lavorano con clienti stranieri
Tempo
1–2 giornate
Aggiornato il
2 ottobre 2026

In breve

Un sito in più lingue rischia di essere letto come più aziende diverse: nome scritto in modi differenti, descrizioni che non coincidono, dati strutturati duplicati, nessun collegamento dichiarato tra le versioni. La soluzione è trattare l’azienda come un’unica entità: un solo nome, un solo identificatore nei dati strutturati, descrizioni tradotte ma equivalenti, collegamenti hreflang reciproci e, dove possibile, fonti esterne nella lingua del mercato.

Le regole di base

  1. Il nome non si traduce. La ragione sociale resta identica in tutte le lingue; si traduce la descrizione dell’attività, non il nome.
  2. Un solo @id per l’azienda nei dati strutturati, riutilizzato nelle versioni linguistiche: dichiara che si tratta dello stesso soggetto.
  3. inLanguage per pagina, non per entità: la pagina è in tedesco, l’azienda no.
  4. Descrizioni equivalenti: tradotte dalla stessa fonte, cioè dalla scheda dei fatti aziendali, non riscritte da zero.
  5. Dati identici: indirizzo, telefono, anno di fondazione e numeri uguali ovunque, anche nella formattazione.

hreflang fatto bene

I collegamenti hreflang dicono ai motori che quelle pagine sono la stessa pagina in lingue diverse. Devono essere reciproci: se la versione italiana indica quella tedesca, la tedesca deve indicare l’italiana.

<link rel="alternate" hreflang="it-IT" href="https://www.esempio.it/prodotti/" />
<link rel="alternate" hreflang="de-DE" href="https://www.esempio.it/de/produkte/" />
<link rel="alternate" hreflang="de-AT" href="https://www.esempio.it/de/produkte/" />
<link rel="alternate" hreflang="en" href="https://www.esempio.it/en/products/" />
<link rel="alternate" hreflang="x-default" href="https://www.esempio.it/" />

Ogni versione deve avere il proprio canonical che punta a se stessa, non alla versione italiana: è un errore frequente che annulla il lavoro.

I dati strutturati nelle versioni linguistiche

{
  "@context": "https://schema.org",
  "@type": "Organization",
  "@id": "https://www.esempio.it/#organization",
  "name": "Nome Commerciale S.r.l.",
  "description": "Maßgefertigte Treppen aus Stahl für Wohn- und Gewerbebauten.",
  "url": "https://www.esempio.it/",
  "areaServed": [
    { "@type": "Country", "name": "Italia" },
    { "@type": "Country", "name": "Österreich" },
    { "@type": "Country", "name": "Deutschland" }
  ],
  "contactPoint": {
    "@type": "ContactPoint",
    "contactType": "sales",
    "availableLanguage": ["it", "de", "en"]
  }
}

Cambia la lingua della descrizione, non l’identificatore: è così che le versioni restano la stessa azienda.

Le domande cambiano con la lingua

Un cliente austriaco non chiede la traduzione letterale di quello che chiede un cliente italiano: usa termini tecnici propri, norme diverse e unità di misura abituali nel suo mercato. Per questo il set di prompt va costruito anche nella lingua di destinazione, a partire dalle domande reali dei clienti stranieri (Dalle keyword alle domande). Tradurre le domande italiane produce misure poco realistiche.

Le fonti esterne in lingua

  • Directory e associazioni del paese di destinazione, non solo italiane.
  • Stampa di settore in lingua tedesca o inglese, anche con contributi tecnici brevi.
  • Schede fiere internazionali, spesso pubblicate nella lingua dell’evento.
  • Profili professionali in lingua, con la stessa descrizione della scheda aziendale tradotta.

Domande frequenti

Meglio dominio separato, sottodominio o cartella?

Per una PMI la cartella (/de/) è quasi sempre la scelta più semplice ed efficace: concentra il valore su un unico dominio e semplifica la gestione dell’identità.

Posso usare la traduzione automatica?

Come punto di partenza sì, ma le pagine commerciali e tecniche vanno riviste da chi conosce la lingua e il settore. Una traduzione approssimativa danneggia la credibilità proprio nel mercato che vuoi conquistare.

Devo tradurre tutto il sito?

No. Meglio poche pagine curate: azienda, prodotti o servizi principali, contatti, qualche contenuto tecnico. Un sito tradotto a metà e male è peggio di un sito con cinque pagine fatte bene.

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AG
Autore: . Aggiornato il: 2 ottobre 2026. Articolo successivo: Omonimie e confusioni (Omonimie e confusioni). · Registro modifiche