In breve
Semrush, dal 2026 parte di Adobe, resta una delle suite SEO più complete: database internazionale, analisi dei concorrenti, audit tecnico e un toolkit per misurare la visibilità del brand nelle AI. Lo consiglio a chi lavora su più mercati o fa analisi continue. Per un sito locale che punta solo all'Italia, spesso SEOZoom e gli strumenti gratuiti di Google bastano.
Il mio verdetto in breve
Semrush vale la pena nel 2026 se lavori su più mercati, hai bisogno di analizzare i concorrenti in modo sistematico o vuoi misurare la visibilità del tuo brand nelle risposte delle AI. Per un'azienda che lavora solo in Italia, con un sito piccolo, può essere più strumento di quanto serva.
Lo uso dal 2020, quando ho scritto la prima versione di questa recensione, e lo affianco a SEOZoom. Allora lo descrivevo come la piattaforma universale che raccoglie ed elabora una quantità enorme di dati: è ancora così, ma nel frattempo sono cambiati organizzazione dei prodotti, proprietà dell'azienda e soprattutto il tipo di ricerca che misura. In questa recensione racconto cosa uso davvero, cosa no e per chi lo consiglio.
Cos'è Semrush oggi e chi lo possiede
Semrush è una piattaforma SaaS di marketing digitale nata nel 2008, con sede a Boston, che dal 28 aprile 2026 fa parte di Adobe dopo l'acquisizione annunciata a novembre 2025.
È stata fondata da Oleg Shchegolev e Dmitri Melnikov ed era quotata alla Borsa di New York dal 2021. Nella comunicazione ai clienti sull'acquisizione, Semrush ha indicato che la piattaforma continua a funzionare normalmente e che i contratti in essere non cambiano; le integrazioni con i prodotti Adobe sono annunciate come lavoro futuro. Per chi usa Semrush ogni giorno, quindi, al momento non cambia nulla di pratico. È un'informazione utile soprattutto a chi deve decidere un abbonamento annuale: conviene tenere d'occhio come evolveranno offerta e listino nei prossimi mesi.
Oggi Semrush si presenta come piattaforma di visibilità del brand: non solo SEO, ma anche contenuti, pubblicità, social e presenza nelle risposte AI.
Come è organizzato: i toolkit
Semrush è diviso in toolkit, cioè pacchetti di strumenti per area di lavoro che si possono acquistare separatamente o combinare.
Quelli principali sono:
- SEO Toolkit: ricerca parole chiave, analisi dei concorrenti, audit tecnico, monitoraggio delle posizioni, backlink.
- AI Visibility Toolkit: come il brand compare nelle risposte di AI Overview e AI Mode di Google, ChatGPT e altre piattaforme.
- Content Toolkit: ricerca di argomenti e supporto alla scrittura.
- Local Toolkit: gestione e ottimizzazione della presenza locale, a partire da Google Business Profile.
- Traffic & Market Toolkit: stime di traffico e analisi di mercato dei concorrenti.
- Advertising Toolkit e Social Toolkit: ricerca per le campagne a pagamento e gestione dei social.
Semrush One è l'abbonamento che unisce SEO Toolkit e AI Visibility Toolkit, pensato per misurare insieme la visibilità sui motori di ricerca e sulle piattaforme AI. Rispetto al 2020, quando c'era un unico abbonamento con livelli Pro, Guru e Business, la logica a toolkit è più flessibile ma anche più difficile da confrontare: prima di acquistare conviene capire quali toolkit servono davvero.
Le funzioni SEO che uso di più
Il cuore di Semrush resta il SEO Toolkit, e gli strumenti che apro ogni settimana sono cinque.
Domain Overview e Organic Research
Quando prendo in carico un sito esistente, la prima cosa è la panoramica del dominio: andamento del traffico organico stimato, parole chiave posizionate, concorrenti organici. Organic Research entra nel dettaglio: per quali ricerche si posiziona un dominio, con quale pagina, con quali variazioni nel tempo. Lo uso tanto sul cliente quanto sui suoi concorrenti, per capire quali argomenti portano loro traffico.
Keyword Magic Tool
Parto da un termine e ottengo migliaia di varianti, raggruppate per tema, con volume stimato, difficoltà e intento. I filtri per gruppi sono la parte più utile: per una ricerca come "scale in legno" vedo subito se le persone cercano prezzi, modelli, materiali o rivenditori. Le liste si esportano e diventano la base del piano dei contenuti o delle campagne Google Ads. Per una panoramica degli altri strumenti di questo tipo vedi l'articolo sui 7 strumenti per la ricerca di keywords.
Keyword Gap e Backlink Gap
Il confronto tra domini è uno dei motivi per cui uso Semrush. Keyword Gap mostra le parole chiave in comune tra più siti e quelle che hanno i concorrenti ma non tu; Backlink Gap fa lo stesso con i siti che linkano i concorrenti. Da qui nasce spesso il piano di lavoro dei primi mesi: le pagine da creare e le testate o i portali da contattare.
Site Audit
Scansiona il sito e segnala problemi tecnici: errori di scansione, pagine bloccate, link rotti, title duplicati, problemi di velocità. Lo trovo chiaro nella priorità degli interventi. Va letto con senso critico: non ogni avviso è un problema reale, e un punteggio alto non significa che il sito si posizioni bene.
Position Tracking
Monitora ogni giorno le posizioni di un elenco di parole chiave, anche a livello locale. Per i clienti che lavorano su un territorio, come un'attività tra Trento e Rovereto, è utile impostare il monitoraggio sulla zona e non sull'Italia intera, perché i risultati cambiano molto.
Backlink Analytics e Authority Score
Backlink Analytics mostra domini che linkano, anchor text e distribuzione dei link. Semrush riassume la forza di un dominio con l'Authority Score, un punteggio da 1 a 100 che combina potenza dei link, traffico organico stimato e segnali di profilo innaturale. È una metrica proprietaria, non un dato di Google. Cosa misura e come usarla bene lo spiego nell'articolo sulle metriche SEO per misurare l'autorevolezza.
AI Visibility Toolkit: la novità più interessante
L'AI Visibility Toolkit misura quanto e come un brand viene menzionato nelle risposte generate dalle AI, ed è la ragione principale per cui oggi consiglio Semrush a chi lavora sulla GEO.
I report principali sono una panoramica della visibilità, il confronto con i concorrenti, la ricerca dei prompt (le domande poste alle AI) su un tema, l'analisi di share of voice e sentiment del brand e il monitoraggio quotidiano di prompt specifici. C'è anche un audit che segnala problemi tecnici che possono bloccare i crawler delle AI. Tra le piattaforme analizzate ci sono AI Mode di Google e ChatGPT.
Lo uso con una cautela: le risposte delle AI cambiano da una domanda all'altra e da un utente all'altro, quindi questi dati vanno letti come tendenze, non come posizioni fisse. Lo stesso vale per qualunque strumento di questo tipo. Il metodo che uso per misurare la visibilità nelle AI, anche con strumenti gratuiti, è nella pagina della Guida GEO su come misurare la visibilità nelle AI.
Contenuti: Topic Research e SEO Writing Assistant
Per i contenuti Semrush offre due strumenti che uso con regolarità: Topic Research per trovare argomenti e domande, SEO Writing Assistant per controllare un testo mentre lo scrivi.
Topic Research parte da un argomento e propone sottotemi, titoli dei contenuti più forti e domande che le persone pongono. È utile per costruire un piano editoriale e capire cosa manca nei contenuti esistenti. SEO Writing Assistant funziona anche come estensione per Google Docs e WordPress: dà indicazioni su leggibilità, termini correlati, lunghezza e tono rispetto ai contenuti già posizionati.
Il mio consiglio è usarli come lista di controllo, non come guida. Un testo che soddisfa tutti i suggerimenti non è automaticamente un buon testo: l'esperienza diretta, gli esempi e le opinioni che solo tu puoi dare valgono di più, per Google e per le AI.
Pubblicità, locale e social
Le funzioni per la pubblicità sono uno dei punti in cui Semrush si distingueva già nel 2020 dagli altri strumenti SEO, e restano utili per studiare gli annunci dei concorrenti.
Si vedono le parole chiave su cui un dominio investe in Google Ads, i testi degli annunci, le pagine di destinazione e la loro evoluzione nel tempo. Per chi gestisce campagne, come faccio nella consulenza Google Ads in Trentino, è un buon punto di partenza per capire cosa funziona nel settore prima di spendere. Già allora notavo un limite che resta valido: i dati a livello di provincia o di singola città sono meno ricchi di quelli nazionali.
Il Local Toolkit serve a gestire la scheda Google Business Profile e i dati dell'attività sulle directory; il Social Toolkit a programmare post e analizzare i profili. Sono funzioni valide, ma per una PMI con una sola sede e pochi canali social spesso bastano gli strumenti nativi di Google e di Meta.
Pro e contro di Semrush
I punti di forza di Semrush sono ampiezza dei dati e analisi dei concorrenti; i limiti principali sono costo, complessità e minore precisione sulle nicchie italiane molto piccole.
| Pro | Contro |
|---|---|
| Database ampio e internazionale | Costo elevato se servono più toolkit e più utenti |
| Confronto tra concorrenti (keyword e backlink gap) molto completo | Struttura a toolkit non immediata da capire all'acquisto |
| Misura della visibilità nelle AI integrata | Stime di volume e traffico meno affidabili su nicchie locali piccole, nella mia esperienza |
| Funzioni per la pubblicità e i contenuti nella stessa piattaforma | Molte funzioni: serve tempo per usarle bene |
| Formazione gratuita con Semrush Academy e guide estese | Futuro dell'offerta dopo l'acquisizione Adobe ancora da vedere |
Semrush o SEOZoom?
Per un'azienda che lavora solo sul mercato italiano preferisco partire da SEOZoom; per chi vende all'estero, ha bisogno di analisi pubblicitarie o di misurare la visibilità nelle AI su più mercati, scelgo Semrush.
| Aspetto | Semrush | SEOZoom |
|---|---|---|
| Mercato più forte | Internazionale | Italia, con database anche per UK, Spagna, Francia, Germania |
| Lingua dell'interfaccia | Disponibile anche in italiano | Italiano |
| Analisi pubblicità | Molto completa | Presente, meno approfondita |
| Visibilità nelle AI | AI Visibility Toolkit dedicato | Funzioni GEO e monitoraggio AI Overview |
| Metrica di autorevolezza | Authority Score (include i link) | Zoom Authority (basata su traffico, trust, stabilità, opportunità) |
Spesso uso entrambi: SEOZoom per la parte italiana e Semrush per confronti internazionali, backlink e AI.
Per chi lo consiglio e per chi no
Consiglio Semrush a consulenti e agenzie, a e-commerce che vendono in più paesi e alle aziende con un responsabile marketing interno che lo userà ogni settimana.
Non lo consiglio a chi ha un sito vetrina con poche pagine e lavora su un'area locale: in quel caso Search Console, Google Business Profile e una consulenza periodica danno più valore dell'abbonamento. Il rischio più comune che vedo è pagare uno strumento potente e aprirlo una volta al mese. Uno strumento non fa SEO da solo: serve qualcuno che legga i dati e decida cosa fare.
Prezzi e prova gratuita
Semrush offre una prova gratuita di 7 giorni sui toolkit principali; i prezzi dipendono dai toolkit scelti, dal numero di utenti e dalla durata, e li trovi sul listino ufficiale.
Non riporto cifre perché con il passaggio ai toolkit e l'ingresso in Adobe l'offerta cambia spesso. Il mio consiglio pratico: usa la prova su un progetto reale, con un obiettivo preciso (per esempio un'analisi dei concorrenti o un audit tecnico), e valuta se in sette giorni lo hai aperto abbastanza da giustificare l'abbonamento.
Se preferisci che l'analisi la faccia io, con Semrush, SEOZoom e gli strumenti di Google, trovi come lavoro nella pagina della consulenza SEO a Trento e Rovereto.