SEO Aggiornato ottobre 2026

Local SEO: come farsi trovare nella propria città

Di Alessandro Giovanazzi · pubblicato il , aggiornato il · 8 minuti di lettura

In breve

Per farsi trovare nella propria città servono una scheda Google Business Profile completa e conforme alle regole, nome, indirizzo e telefono identici ovunque, recensioni reali con risposta, un sito con pagine locali utili e dati strutturati LocalBusiness, e menzioni da siti del territorio. Google ordina i risultati locali per pertinenza, distanza e prominenza, e il posizionamento non si può comprare.

Cos'è la local SEO e a chi serve

La local SEO è la parte della SEO che serve a farsi trovare da chi cerca un prodotto o un servizio in una zona precisa: nella mappa di Google, nella scheda dell'attività e nei risultati che contengono il nome di una città o la formula "vicino a me".

Serve a chi ha clienti su un territorio: negozi, studi professionali, artigiani, ristoranti, hotel, centri estetici, ma anche aziende B2B che lavorano in una provincia o in una regione. Le ricerche locali hanno una caratteristica che le rende preziose: esprimono un'intenzione molto concreta. Chi scrive "idraulico Rovereto" o "commercialista Trento" di solito vuole contattare qualcuno a breve, spesso dallo smartphone.

Già nel 2019 descrivevo la local SEO come l'attività che fa incontrare domanda e offerta sul territorio. Da allora sono cambiati i nomi degli strumenti e il peso delle recensioni, ma il principio è lo stesso.

Come Google sceglie le attività locali

Google ordina i risultati locali in base a tre criteri principali, dichiarati nella sua documentazione: pertinenza, distanza e prominenza (nella versione italiana della guida si chiama "evidenza").

  • Pertinenza: quanto la scheda dell'attività corrisponde a ciò che la persona cerca. Informazioni complete e dettagliate aiutano Google a capire cosa fai.
  • Distanza: quanto l'attività è vicina al luogo indicato nella ricerca o alla posizione di chi cerca.
  • Prominenza: quanto l'attività è conosciuta. Google cita esplicitamente il numero di siti web che rimandano all'attività e il numero di recensioni, con le relative valutazioni.

Due conseguenze pratiche. La prima: sulla distanza non puoi fare quasi nulla, quindi conviene concentrarsi su pertinenza e prominenza. La seconda: Google dichiara che non è possibile richiedere o pagare un posizionamento locale migliore. Diffida di chi lo promette.

Google Business Profile: la scheda da curare per prima

Google Business Profile, che fino a qualche anno fa si chiamava Google My Business, è la scheda gratuita che fa comparire la tua attività su Google Maps e nella mappa dei risultati: è il primo elemento su cui lavoro in qualunque progetto locale.

La scheda mostra nome, categoria, indirizzo o zona servita, orari, telefono, sito, foto e recensioni. Le regole di Google sono precise, e vedo spesso schede che le violano senza saperlo:

  • Il nome deve essere quello reale, lo stesso dell'insegna e dei documenti. Aggiungere parole chiave ("Rossi Serramenti Trento Infissi Economici") è vietato e può portare alla sospensione della scheda.
  • Le categorie devono essere poche e specifiche, e descrivere cosa sei, non cosa hai o cosa vendi tra le altre cose.
  • Se lavori presso i clienti senza ricevere pubblico, devi nascondere l'indirizzo e indicare le aree servite.
  • Una sola scheda per sede. Più schede per lo stesso luogo sono considerate duplicati.
  • Telefono diretto, non un call center che smista su più attività.

Oltre alle regole, conta la cura: orari sempre aggiornati (anche festivi e chiusure), foto reali di locali, lavori e persone, descrizione chiara dei servizi, risposte alle domande e aggiornamenti periodici. Una scheda viva comunica a Google e ai clienti che l'attività è attiva.

NAP: dati di contatto identici ovunque

NAP sta per Name, Address, Phone, cioè nome, indirizzo e telefono: devono essere scritti nello stesso modo sul sito, sulla scheda Google e su ogni directory o portale in cui compari.

Se in un posto c'è "Via Roma 12" e in un altro "V. Roma, 12/A", con due numeri di telefono diversi, Google e le AI fanno più fatica a capire che si tratta della stessa attività. Nei progetti che seguo faccio un censimento delle citazioni esistenti (Pagine Gialle, portali di settore, social, camere di commercio, associazioni) e le allineo una alla volta. Sul sito i dati NAP vanno nel footer e nella pagina contatti, in testo leggibile e non solo in un'immagine. Come fare il censimento passo passo lo spiego nella pagina della Guida GEO sulla coerenza dei dati NAP.

Recensioni: quante, come e come rispondere

Le recensioni sono uno dei segnali di prominenza che Google cita esplicitamente, e sono anche ciò che convince un potenziale cliente a scegliere te invece del concorrente accanto.

Le regole di Google sono chiare: puoi chiedere ai clienti di lasciare una recensione che racconti un'esperienza reale, ma non puoi offrire sconti, omaggi o pagamenti in cambio, né chiedere recensioni solo ai clienti soddisfatti, né pubblicarne di false. Le violazioni portano alla rimozione delle recensioni e, nei casi gravi, a restrizioni sulla scheda.

Quello che funziona, nella mia esperienza:

  • chiedere la recensione al momento giusto, subito dopo un lavoro concluso bene, con un link diretto;
  • rispondere a tutte, positive e negative, con nome e tono professionale;
  • alle recensioni negative rispondere nel merito, senza polemica: chi legge guarda come gestisci il problema;
  • chiedere ai clienti, quando possibile, di citare il servizio ricevuto: "rifacimento bagno", "dichiarazione dei redditi". Sono dettagli che rendono la recensione utile per chi legge.

Le recensioni pesano anche nelle risposte delle AI. Ne parlo nella pagina della Guida GEO dedicata alle recensioni per la visibilità nelle AI.

Il sito: pagine locali e dati strutturati

La scheda Google da sola non basta: il sito deve dire con chiarezza dove lavori e cosa fai in ogni zona, con pagine dedicate e dati strutturati coerenti con la scheda.

Nel 2019 consigliavo di inserire il nome della città in ogni testo, in ogni title e in ogni meta description. Oggi correggo quel consiglio: ripetere la città ovunque non aiuta e rende i testi innaturali. Funziona meglio così:

  • La città compare dove è informativa: nel title e nell'H1 della home o della pagina servizio principale, nella pagina contatti, nei casi studio ("ristrutturazione di un appartamento a Rovereto").
  • Pagine locali solo se hanno contenuto proprio. Se lavori davvero in più città, una pagina per zona con servizi, tempi, lavori realizzati e referenze di quella zona. Dieci pagine identiche con il nome della città cambiato sono considerate contenuto di scarsa qualità.
  • Dati strutturati LocalBusiness (o il sottotipo più preciso, per esempio Dentist o Restaurant) con nome e indirizzo, che Google indica come obbligatori, più orari, telefono, coordinate geografiche e area servita.
  • Mappa e indicazioni nella pagina contatti, con gli stessi dati della scheda.
  • Sito veloce e leggibile da smartphone, perché la maggior parte delle ricerche locali parte da lì.

Link e menzioni da siti del territorio, come testate locali, associazioni di categoria, enti, fornitori e partner, sono il modo più efficace per aumentare la prominenza di un'attività locale.

Lo dicevo già nella prima versione di questo articolo: la link building non va comprata, va guadagnata. Una sponsorizzazione di una squadra giovanile, un'intervista su un giornale locale, un evento con un'associazione, un articolo tecnico per il portale di categoria valgono più di qualunque pacchetto di link a pagamento. Il metodo completo lo descrivo nell'articolo sulle strategie di SEO off-page.

Quando a consigliare è un'AI

Sempre più persone chiedono a ChatGPT, Gemini o Perplexity "chi mi consigli per…" nella propria città, e queste risposte si basano su ciò che il web dice dell'attività: scheda, recensioni, menzioni e sito.

Le basi sono le stesse della local SEO, con più peso alla coerenza dei dati e alle fonti esterne. Ne parlo nella sezione della Guida GEO sui servizi locali.

Come misurare i risultati della local SEO

I risultati della local SEO si misurano con i dati della scheda Google Business Profile, con Search Console e, soprattutto, con i contatti reali che arrivano.

  • Google Business Profile: visualizzazioni della scheda, ricerche che l'hanno mostrata, chiamate, richieste di indicazioni e clic sul sito.
  • Search Console: clic e impressioni delle ricerche con il nome della città o del quartiere.
  • Google Analytics 4: contatti e moduli compilati dalle pagine locali.
  • Il telefono: chiedere ai nuovi clienti come ti hanno trovato resta il metodo più affidabile.

Se vuoi che imposti io la local SEO della tua attività, trovi metodo e servizi nella pagina della consulenza SEO a Trento e Rovereto. Per il quadro generale di tutte le attività SEO, leggi la guida al posizionamento dei siti web.

Fonti

Domande frequenti

Domande frequenti

Posso comparire in una città dove non ho una sede?

Nella mappa di Google è difficile, perché la distanza è uno dei criteri e la scheda va collegata a una sede reale o a un'area servita reale. Nei risultati web classici invece puoi posizionarti con una pagina dedicata a quella zona, purché descriva lavori, servizi e referenze concrete. Aprire sedi fittizie per avere più schede viola le regole di Google.

Quante recensioni servono per salire nella mappa?

Non esiste un numero preciso: Google considera numero e valutazione delle recensioni insieme ad altri segnali di prominenza. Nella pratica conta essere in linea o sopra i concorrenti diretti della tua zona e ricevere recensioni con continuità, non tutte in una settimana. Una recensione dettagliata e recente vale più di molte stelle senza testo.

Cosa fare se qualcuno modifica la mia scheda Google o pubblica dati sbagliati?

Chiunque può suggerire modifiche a una scheda, e a volte Google le applica. Per questo conviene verificare la scheda, controllarla con regolarità e rispondere alle notifiche di modifica. Se un dato è sbagliato lo correggi dal pannello di gestione; per recensioni false o offensive puoi segnalarle a Google, che le valuta secondo le sue norme sui contenuti.

La local SEO serve anche alle aziende B2B?

Sì, soprattutto alle aziende che lavorano su un territorio definito, come installatori, fornitori industriali o studi tecnici. Le ricerche sono meno numerose di quelle dei consumatori, ma spesso valgono di più. Per un'azienda B2B la scheda Google conta meno del sito: servono pagine servizio chiare, casi studio locali e menzioni su portali di settore.

La tua attività si trova su Google nella tua zona?

Nella prima consulenza gratuita controllo con te scheda Google, dati di contatto, recensioni e sito, e ti dico cosa sistemare per primo.