In breve
Per farti citare da ChatGPT, Gemini e Perplexity devi essere trovabile, comprensibile e confermato. Trovabile: crawler di ricerca liberi e sito indicizzato su Google e Bing. Comprensibile: chi sei è chiaro e ogni pagina risponde subito. Confermato: recensioni, citazioni e profili attivi fuori dal sito. Nel mio test su 40 progetti, i siti con SEO on site e off site sono i più citati.
Cosa ho visto testando 40 progetti SEO
I siti che vengono citati dalle AI sono quasi sempre siti che hanno già lavorato bene sulla SEO, sia sul sito sia fuori. L'ho verificato con un test personale su 40 progetti che seguo: non è uno studio statistico, ma una prova su casi reali.
- I siti con SEO on site (struttura, contenuti, tecnica) e off site (link, citazioni su altri siti) hanno una base di menzioni e citazioni nelle AI più ampia di chi ha lavorato solo sul sito.
- Circa l'80% di questi progetti viene già menzionato o citato da ChatGPT, Gemini o Perplexity su domande del proprio settore.
- I siti vetrina senza basi SEO serie non vengono citati, a meno che il marchio non sia già molto noto.
Per questo diffido di chi dice che la SEO è morta. È morta la SEO "farlocca", quella che si riduceva a "imposta titoli e parole chiave". La checklist che segue parte da qui. Se ti serve prima capire cos'è la GEO (Generative Engine Optimization, cioè l'ottimizzazione per i motori di risposta basati su AI), parti dalla Guida GEO: ogni passo qui sotto rimanda alla tappa che lo approfondisce.
Come ChatGPT, Gemini e Perplexity scelgono le fonti
Tutte e tre cercano sul web in tempo reale e citano le pagine che usano, ma ognuna attinge a un indice diverso e va "fatta entrare" in modo diverso.
| Piattaforma | Da dove prende le fonti | Cosa ti serve |
|---|---|---|
| Google AI Overview, AI Mode e Gemini | L'indice e i sistemi di qualità di Google Search | Pagine indicizzate e idonee allo snippet, Google Business Profile curato, entità chiara |
| ChatGPT | Il proprio crawler di ricerca (OAI-SearchBot) e partner di ricerca, tra cui Microsoft | OAI-SearchBot libero nel robots.txt, sito indicizzato anche su Bing |
| Perplexity | Il proprio crawler (PerplexityBot), incrociando molte fonti diverse | PerplexityBot libero, contenuti aggiornati, conferme su altri canali |
| Microsoft Copilot | L'indice di Bing | Bing Webmaster Tools, sitemap inviata |
La regola pratica: se sei ben posizionato su Google, di solito lo sei anche su Bing, ma conviene verificarlo. E per tutte vale la stessa logica di fondo: l'AI legge il tuo sito, poi cerca conferme fuori dal sito prima di fidarsi.
La checklist in 10 passi
Questi dieci passi seguono l'ordine delle sei tappe della Guida GEO: diagnosi, accesso, identità, contenuti, presenza esterna, misurazione.
1. Misura il punto di partenza
Prima di cambiare qualcosa, scopri cosa dicono oggi le AI di te. Prepara 15–20 domande che i tuoi clienti farebbero davvero ("chi installa impianti fotovoltaici in Vallagarina?", "miglior cantina per bollicine in Trentino") e ponile a ChatGPT, Gemini e Perplexity. Annota chi viene citato. Come costruire il set di domande e leggere le risposte lo spiego nella tappa sulla diagnosi.
2. Lascia entrare i crawler giusti
Nel robots.txt devono essere liberi Googlebot, Bingbot, OAI-SearchBot (che secondo OpenAI decide se puoi comparire nelle risposte di ChatGPT search) e PerplexityBot. Attenzione a una confusione frequente: GPTBot serve all'addestramento dei modelli di OpenAI, non alla ricerca. Bloccarlo o lasciarlo è una scelta separata. Verifica anche che firewall e CDN non blocchino questi bot. Dettagli nella tappa sull'accesso dei crawler AI.
3. Registra il sito su Bing Webmaster Tools
È gratuito e richiede pochi minuti: verifica il sito, invia la sitemap, controlla che le pagine importanti siano indicizzate. Da febbraio 2026 Bing Webmaster Tools ha anche una sezione AI Performance, in anteprima pubblica, che mostra quando il sito è citato nelle risposte di Copilot e nei riepiloghi AI di Bing.
4. Rendi chiaro chi sei
Le AI ragionano per entità: persone, aziende, luoghi, servizi. Una pagina "chi sono" o "chi siamo" con dati verificabili (anni di attività, sede, specializzazioni, persone), il nome scritto sempre allo stesso modo e i dati strutturati Organization o Person aiutano a collegare il sito al tuo marchio. Lo approfondisco nella tappa su identità ed entità.
5. Allinea nome, indirizzo e telefono ovunque
Sito, Google Business Profile, Bing Places, pagine social e directory devono riportare gli stessi dati. Un indirizzo vecchio su un portale o due numeri diversi creano dubbi proprio su ciò che l'AI dovrebbe confermare. Per chi lavora sul territorio è uno dei controlli con il rapporto costo/beneficio migliore.
6. Metti la risposta all'inizio
Ogni pagina importante deve rispondere subito alla domanda principale, in due o tre frasi che si capiscano anche lette da sole. Poi l'approfondimento. Titoli H2 formulati come le domande dei clienti e definizioni esplicite ("La GEO è…") rendono il testo facile da riprendere. Come scrivere pagine così è il tema della tappa sui contenuti citabili.
7. Scrivi ciò che le AI non trovano altrove
Il contenuto generico ha sempre meno valore: le AI sanno già riassumere l'ovvio. Google stesso chiede contenuti "non commodity", con punti di vista esperti ed esperienze dirette. Servono dati tuoi, casi reali, posizioni nette ("nella mia esperienza, per una PMI con un solo commerciale conviene…"). I miei casi studio SEO nascono con questo scopo.
8. Aggiungi FAQ utili, non decorative
Raccogli le domande vere che ti fanno al telefono o in fiera e rispondi in modo diretto. Un chiarimento rispetto a quanto scrivevo nella prima versione di questo articolo: il markup FAQPage oggi genera risultati arricchiti su Google solo per siti governativi o sanitari autorevoli, e Google dice che per le funzioni AI non serve markup speciale. Il valore delle FAQ sta nel testo.
9. Costruisci prove fuori dal sito
Sul tuo sito chiunque può definirsi bravo. L'AI va a verificare: recensioni, articoli di altri siti che ti citano o ti linkano, attività su LinkedIn, video, discussioni su forum come Reddit (con cui Google ha una partnership sui dati dal 2024). Il compito è disseminare prove in tutto l'ecosistema, senza scorciatoie: Google avverte che inseguire menzioni non autentiche serve meno di quanto sembri. Approfondimento nella tappa sulla presenza esterna.
10. Misura e aggiorna ogni trimestre
Ripeti i prompt del passo 1, controlla in Google Analytics 4 le visite in arrivo da chatgpt.com, perplexity.ai e gemini.google.com, guarda in Search Console il rapporto sul rendimento dell'AI generativa e in Bing Webmaster Tools la sezione AI Performance. Ogni tre mesi rivedi le 10–15 pagine più importanti: dati, link esterni, nuove domande, data di aggiornamento visibile. Come impostare le misure è spiegato nella tappa su come misurare la visibilità AI.
Quali canali esterni presidiare
Non tutti i canali pesano allo stesso modo: alcuni vengono citati direttamente, altri servono a confermare ciò che scrivi sul sito, altri ancora fanno crescere solo le ricerche del tuo nome.
- Citati e corroboranti: articoli di altri siti del settore, giornali locali, Reddit e forum, recensioni su Google. Sono le prove più forti.
- Corroboranti: LinkedIn (profilo completo e articoli che espandono i tuoi contenuti), YouTube (le trascrizioni sono testo che i sistemi possono leggere).
- Segnali di marca: Instagram e simili raramente vengono citati, ma più persone ti cercano per nome dopo averti visto, più il marchio diventa riconoscibile.
Per una PMI del Trentino o del Veneto, di solito, l'ordine di priorità è: recensioni su Google Business Profile, due o tre citazioni su siti di settore o testate locali, LinkedIn del titolare. Il resto viene dopo.
Da dove partire questa settimana
Se hai poco tempo, queste cinque azioni coprono la base.
- Controlla il robots.txt: OAI-SearchBot, PerplexityBot, Googlebot e Bingbot devono avere accesso.
- Registra il sito su Bing Webmaster Tools e invia la sitemap.
- In Search Console individua le pagine con molte impressioni e CTR basso: sono le prime candidate a una risposta in apertura più chiara.
- Aggiorna la bio dell'autore e la pagina "chi sono" con nome, foto, specializzazione, anni di esperienza e link a LinkedIn.
- Fai le prime cinque domande del tuo settore a ChatGPT, Gemini e Perplexity e salva le risposte: saranno il tuo punto zero.
Fatte bene, queste cinque azioni ti mettono già davanti a buona parte dei siti aziendali che vedo ogni settimana. Il resto della checklist è il lavoro dei mesi successivi; se vuoi una fotografia completa della situazione di partenza, è quello che faccio con l'audit di visibilità sulle AI.
Fonti
- OpenAI – Overview of OpenAI crawlers
- OpenAI Help Center – ChatGPT search
- Perplexity – Perplexity crawlers
- Google Search Central – Guide to optimizing for generative AI features on Google Search
- Bing Webmaster Blog – Introducing AI Performance in Bing Webmaster Tools (Public Preview)
- Google Search Central – FAQPage structured data