Marketing e bandi Aggiornato ottobre 2026

Bando digitale Camera di Commercio di Trento: contributi a fondo perduto per siti, e-commerce e digital marketing

Di Alessandro Giovanazzi · pubblicato il , aggiornato il · 8 minuti di lettura

In breve

Il Bando Sviluppo Online 2026 della Camera di Commercio di Trento finanzia a fondo perduto il 70% delle spese per siti web, e-commerce, SEO e digital marketing, fino a 3.000 euro per impresa. Possono partecipare le MPMI con sede in provincia di Trento. Le domande si sono chiuse il 17 aprile 2026: la prossima edizione non è ancora stata pubblicata.

Ogni anno diversi clienti mi chiedono se esistono contributi per rifare il sito o aprire un e-commerce. In Trentino lo strumento più diretto è il bando della Camera di Commercio I.A.A. di Trento dedicato alla presenza online, che nell'edizione 2026 si chiama Bando Sviluppo Online 2026. In questo articolo ti riassumo cosa prevede, chi può partecipare, cosa si può finanziare e come prepararsi alla prossima apertura. I dati sono presi dal testo ufficiale del bando; per la domanda fa sempre fede il documento della Camera di Commercio.

Il bando digitale 2026 è ancora aperto?

No: la finestra per presentare domanda al Bando Sviluppo Online 2026 è stata dal 13 aprile 2026 (ore 9:00) al 17 aprile 2026 (ore 16:00), e oggi il bando è nella fase di rendicontazione per le imprese ammesse. Sulla pagina "Bandi e contributi" del Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Trento, aggiornata a settembre 2026, non risultano bandi aperti.

Le date della prossima edizione non sono ancora note:. Negli ultimi anni la finestra di presentazione è stata breve, pochi giorni lavorativi, quindi conviene preparare progetto e preventivo prima dell'apertura. Aggiornerò questa pagina quando la Camera pubblicherà il nuovo bando.

Quanto contributo si può ottenere

Il Bando Sviluppo Online 2026 copre il 70% delle spese ammissibili e rendicontate, fino a un massimo di 3.000 euro per impresa, senza una spesa minima. La dotazione complessiva è di 300.000 euro.

  • Percentuale: 70% delle spese ammissibili e rendicontate.
  • Contributo massimo: 3.000 euro per impresa. Per arrivarci serve un progetto di circa 4.300 euro di spese ammissibili.
  • Spesa minima: non prevista.
  • Domande: una sola per impresa.
  • Regime: è un aiuto di Stato concesso in regime de minimis, quindi si somma agli altri aiuti di questo tipo ricevuti dall'impresa.

Le versioni precedenti di questo articolo parlavano anche di contributi fino a 9.000 euro. Nel 2026 quella cifra appartiene a un bando diverso, il Bando ESG, Energia e Digitale 2026, che vedi più sotto.

Cosa si può finanziare

Il bando finanzia formazione e consulenza per creare o migliorare la presenza online dell'impresa: siti web, e-commerce, SEO, digital marketing e social, con le attività collegate. Secondo l'articolo 7 del bando rientrano tra le spese ammissibili:

  • realizzazione o sviluppo di siti web e di sistemi di e-commerce;
  • sistemi di ottimizzazione della presenza online, per esempio la SEO;
  • strategie di digital marketing e social media;
  • attività connesse come customer experience, geolocalizzazione, integrazione con applicativi aziendali e CRM;
  • formazione, con un costo massimo riconosciuto di 120 euro l'ora;
  • hardware e software collegati al progetto, fino a un massimo di 500 euro.

Sono invece escluse, tra le altre, le spese di trasporto, vitto e alloggio, la consulenza amministrativa, fiscale e legale ordinaria, la predisposizione della domanda, la connettività e le imposte.

Un punto da chiarire caso per caso è il budget pubblicitario vero e proprio (per esempio il credito speso su Google Ads o Meta): la consulenza per la strategia è ammessa, mentre il testo non cita esplicitamente l'acquisto di spazi pubblicitari.

In pratica, con questo bando ho visto finanziare soprattutto tre tipi di progetto: il rifacimento di un sito vecchio e non gestibile, l'apertura di un piccolo e-commerce e un percorso di SEO o di local SEO per farsi trovare in zona.

Chi può partecipare

Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese con sede legale in provincia di Trento, iscritte e attive al Registro Imprese e in regola con il diritto annuale. I requisiti principali, all'articolo 4 del bando, sono:

  • essere una MPMI secondo l'Allegato I del Regolamento UE n. 651/2014;
  • avere la sede legale nella circoscrizione della Camera di Commercio di Trento;
  • essere attiva al Registro Imprese e in regola con il pagamento del diritto annuale;
  • non essere in procedure concorsuali o in stato di crisi;
  • legali rappresentanti senza cause di divieto previste dalla normativa antimafia;
  • essere in regola con il DURC e con le norme su salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008);
  • essere in regola con l'obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali;
  • non avere forniture o contratti in essere con la Camera di Commercio di Trento.

Requisiti del fornitore

Anche il fornitore deve rispettare dei requisiti. Per i fornitori "ordinari" il bando chiede l'iscrizione al Registro Imprese con un'attività coerente con l'intervento e almeno tre attività analoghe svolte nell'ultimo triennio. Inoltre fornitore e impresa beneficiaria non devono essere collegati o controllati tra loro, né avere assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. Non serve un'abilitazione specifica: diversi miei clienti hanno già partecipato al bando con me come fornitore e hanno avuto accesso ai contributi nelle edizioni passate.

Come funziona la domanda, passo per passo

La domanda si presenta solo online sulla piattaforma RESTART di InfoCamere, con SPID, CNS o CIE, entro la finestra indicata dal bando. Il percorso tipico è questo:

  1. Progetto e preventivo: definiamo insieme cosa fare e preparo il preventivo con il modulo del fornitore richiesto dal bando (Allegato 2).
  2. Domanda: l'impresa, di solito tramite il proprio commercialista o un intermediario, carica su RESTART le dichiarazioni (Allegato 1), il modulo fornitore con il preventivo e il modello riepilogativo firmato digitalmente.
  3. Graduatoria: le domande non sono valutate in ordine di arrivo ma con una graduatoria. Il bando 2026 assegna più punti alle imprese che non hanno ricevuto contributi camerali su bandi ESG e digitali dal 2023 in poi.
  4. Ammissione: l'impresa riceve una PEC di ammissione con il codice CUP del progetto.
  5. Realizzazione: le spese sono ammissibili dalla data della PEC di ammissione fino al 120° giorno successivo. Lavori iniziati prima non sono finanziabili.
  6. Pagamenti: le fatture si pagano con bonifico indicando il CUP.
  7. Rendicontazione: entro 130 giorni dalla PEC di ammissione si caricano fatture, estratti conto, relazione finale e, per la formazione, gli attestati di frequenza (minimo 80% delle ore). Il sito o l'e-commerce deve essere online e funzionante.
Il consiglio più importante: non iniziare i lavori prima della PEC di ammissione. Nel bando 2026 le spese contano solo da quel momento.

Bando ESG, Energia e Digitale 2026: è un'alternativa?

Il Bando ESG, Energia e Digitale 2026 è un bando diverso, con contributi più alti ma rivolto a tecnologie digitali avanzate e sostenibilità, non al sito vetrina. In sintesi: 70% delle spese, fino a 9.000 euro per impresa, investimento minimo di 2.000 euro, dotazione di 550.000 euro, domande dal 18 al 22 maggio 2026. Gli ambiti digitali elencati riguardano per esempio cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale, IoT e sistemi gestionali come ERP e MES.

Secondo la mia lettura del bando, un sito o un'attività SEO da soli non rientrano in questo bando, mentre un progetto di integrazione tra e-commerce e gestionale o di intelligenza artificiale applicata potrebbe rientrare.

Come prepararsi alla prossima edizione

Il modo migliore per non perdere il contributo è arrivare all'apertura con il progetto già definito, perché la finestra dura pochi giorni. Ecco cosa preparare in anticipo:

  • verifica con il commercialista DURC, diritto annuale, assicurazione catastrofale e aiuti de minimis già ricevuti;
  • attiva SPID, CNS o CIE e la firma digitale del legale rappresentante;
  • chiarisci l'obiettivo: più contatti, vendite online, visibilità in zona;
  • chiedi un preventivo dettagliato per voci, coerente con le spese ammissibili;
  • pianifica i lavori per stare nei 120 giorni dopo l'ammissione.

Se vuoi capire quale progetto ha senso per la tua impresa, nella pagina sulla realizzazione di siti web trovi come lavoro, oppure puoi contattarmi per preparare il preventivo per il bando.

Fonti

Domande frequenti

Domande frequenti

Posso chiedere il contributo per un sito già realizzato?

No. Nel Bando Sviluppo Online 2026 sono ammissibili solo le spese sostenute dalla data della PEC di ammissione fino al 120° giorno successivo. Un sito già pagato o lavori avviati prima dell'ammissione non possono essere rendicontati. Per questo è importante presentare la domanda con il preventivo e aspettare l'esito prima di partire con i lavori.

Il contributo viene erogato prima o dopo i lavori?

Dopo. L'impresa paga le fatture al fornitore con bonifico indicando il codice CUP, poi entro 130 giorni dall'ammissione presenta la rendicontazione con fatture, estratti conto e relazione finale. Solo dopo la verifica della documentazione la Camera di Commercio liquida il contributo. Conviene quindi avere la liquidità per anticipare l'intera spesa.

Una ditta individuale può partecipare al bando?

Sì, se è una microimpresa iscritta e attiva al Registro Imprese della Camera di Commercio di Trento, con sede in provincia e in regola con diritto annuale, DURC e gli altri requisiti dell'articolo 4. I liberi professionisti non iscritti al Registro Imprese, invece, non rientrano tra i beneficiari previsti dal bando.

Se ho già ricevuto contributi camerali posso partecipare di nuovo?

Nel bando 2026 sì, ma con un punteggio più basso in graduatoria: i punti premiali vanno alle imprese che non sono state ammesse a contributo su bandi ESG e digitali della Camera dal 2023 in poi. Se la dotazione si esaurisce con le domande a punteggio più alto, chi ha già beneficiato in passato rischia di restare escluso.

Vuoi arrivare pronto al prossimo bando?

Nella prima consulenza gratuita definiamo il progetto per il tuo sito o e-commerce e preparo un preventivo per voci coerente con le spese ammissibili del bando.